Gaspara Stampa e altre poetesse del '500, Milano, Nuova Accademia 1962. A cura di F. Flora.
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Wednesday, December 2, 2009
Gaspara Stampa e altre poetesse del '500
Gaspara Stampa e altre poetesse del '500, Milano, Nuova Accademia 1962. A cura di F. Flora.
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Tuesday, October 27, 2009
Il cor verrebbe teco, nel tuo partir, signore
Il cor verrebbe teco,
nel tuo partir, signore,
s’egli fosse più meco,
poi che con gli occhi tuoi mi prese Amore.
Dunque verranno teco i sospir miei,
che sol mi son restati
fidi compagni e grati,
e le voci e gli omei;
e, se vedi mancarti la lor scorta,
pensa ch’io sarò morta.
omei: lamenti
Da: Gaspara Stampa, Rime (Venezia, Pietrasanta, 1554)
nel tuo partir, signore,
s’egli fosse più meco,
poi che con gli occhi tuoi mi prese Amore.
Dunque verranno teco i sospir miei,
che sol mi son restati
fidi compagni e grati,
e le voci e gli omei;
e, se vedi mancarti la lor scorta,
pensa ch’io sarò morta.
omei: lamenti
Da: Gaspara Stampa, Rime (Venezia, Pietrasanta, 1554)
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Sunday, March 22, 2009
Rilke - Stampa
"Hast du der Gaspara Stampa denn genügend gedacht, daß irgend ein Mädchen, dem der Geliebte entging, am gesteigerten Beispiel dieser Liebenden fühlt: daß ich würde wie sie? Sollen nicht endlich uns diese ältesten Schmerzen fruchtbarer werden? "
Rainer Maria Rilke, Duineser Elegien
"Hai parlato abbastanza di Gaspara Stampa, così che una qualche fanciulla, cui sfugga l'amato, ne senta dentro di sé entusiasmante l'esempio: e se come lei fossi io ? Non devono forse alla fine questi così antichi dolori diventare fecondi per noi? "Rainer Maria Rilke, Elegie duinesi
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Friday, January 30, 2009
Gasparina
un esser al fuggir pronto e leggiero,
un andar troppo di sue lodi altero,
un torre ad altri la sua libertate,
un andar troppo di sue lodi altero,
un torre ad altri la sua libertate,
un vedermi penar senza pietate,
un aver sempre a’ miei danni il pensiero,
un rider di mia morte quando pèro,
un aver voglie ognor fredde e gelate,
un aver sempre a’ miei danni il pensiero,
un rider di mia morte quando pèro,
un aver voglie ognor fredde e gelate,
un eterno timor di lontananza,
un verno eterno senza primavera,
un non dar giammai cibo alla speranza
un verno eterno senza primavera,
un non dar giammai cibo alla speranza
m’han fatto divenir una Chimera,
uno abisso confuso, un mar, ch’avanzad’onde e tempeste una marina vera.
Da Gaspara Stampa, Rime (Venezia, Pietrasanta, 1554)
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