Sunday, April 1, 2012

Il Pantalone Imbertonao

IL PANTALONE IMBERTONAO di Giovanni Briccio
Comedia nuoa, Di Giovanni Briccio Romano, 1617
INTERLOCUTORI
Prima casa
Pantalone imbertonao
Tiburzio suo figliuolo
Zanni servo
Seconda casa
Coviello Dottore Napolitano
Olimpia sua figliuola
Fora di Scena
Gratiano Dottore
Guglielmo Francese
La scena è Venetia
Comincia di giorno e finisce la notte.

ATTO TERZO
SCENA QUARTA
Gratiano, Pantalone
Pan. Ben vegnuo, appunto adess volevo verzer la porta per vegnirve a trovar;
è ben have fatto el debito?
Gra. po' se l'ho fatt, e de che mond che l'hò fatt, vedid qua la lista.
Pant. Lezzemola un puoco, e vedemo quello che vuol dar de dota.
Gra. O li è pur una dota de importantia, in primis. Doi muli crudi di Antinoro moro colcati un sopra l'altro.
Pan. Mo che voli che fazza de Muli, nè de Aseni? lasseme vardar. Doi mila scudi avanti d'oro in oro contanti uno sora l'altro.
(...)
Gra. Un pampanato de sete a chi lo mangia.
Pan. Perché ghe troppo pevere. Un apparato de seda con la su frangia, che no ghe ne vegna più dal to paese dottor ignorantazzo.
Gra. Adess sentirì che dirò ben. Ho messo a dozzina doi secchie scoperte, e un naso che vede allo scuro.
Pan. Mezza dozzena de sedie coperte de raso, che xe verde scuro. Mo che vuol dir che vù non ne disè strazzo?
Gra. A ni è negotta, è sol qualche error de stampa. Item una cantina smerdata da loro.
Pan. O che così ve sia conza la fazza. Una catena smaltata d'oro.
(...)
Gra. Uno ha tre vacche, e una gatta muffa relegata.
Pan. Para questa, che te ne par? Una trabacca de cataluffo rigada.
Gra. Tre peti persiani
Pan. Alla barba vostra, con quattro corezze Turchesche. Tre tappeti Persiani. E quest'altra comuodo disela?